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Tecnicadellascuola.it – 03/08/2010 – Mense scolastiche, il ministero della Salute vara il vademecum del mangiar sano

Tecnicadellascuola.it – 03/08/2010 – Mense scolastiche, il ministero della Salute vara il vademecum del mangiar sano 

Emesse le nuove linee guida per ridurre il tasso di obesità giovanile (12,3%): un’alimentazione equilibrata, che tenga conto della varietà e stagionalità dei cibi. Spazio anche alla biodiversità regionale (domina la Toscana). Soddisfatta la Coldiretti. Ed anche dagli Usa, la first lady dice basta ai ‘junk food’: largo a frutta, verdura e cereali integrali.

Prosegue l’opera di avvicinamento dei giovani verso una più adeguata cultura alimentare, con l’obiettivo di ridurre il tasso di obesità giovanile pari al 12,3%. Negli ultimi giorni sono state diverse le iniziative rivolte a questo preciso scopo.

La prima ha riguardato l’approvazione del “Programma di distribuzione gratuita di frutta nelle scuole”, in applicazione di una precisa direttiva europea, giunta l’8 luglio durante le Conferenza Stato-Regioni del. A distanza di meno di un mese il ministero della Salute ha predisposto un vademecum sulla dieta del milione e mezzo di bambini italiani che mangiano nelle mense scolastiche: sono delle vere e proprie linee guida sulla ristorazione scolastica, attraverso cui gli esperti nutrizionisti intendono “fornire agli operatori, a livello nazionale, indicazioni per migliorare la qualità dei pasti nei vari aspetti. Adottare abitudini alimentari corrette – hanno specificato dal ministero della Salute – è necessario sin dall’infanzia per ridurre il rischio di sviluppare molte patologie cronico-degenerative collegate all’adozione di un’alimentazione scorretta”.

Il nuovo menù scolastico segue i principi di un’alimentazione equilibrata, ma tiene conto anche della varietà e stagionalità dei cibi, utilizzando quindi proposte di alimenti tipici della regione di residenza, per insegnare ai bambini il mantenimento delle tradizioni. Un esempio? Niente ciliegie o pesche a Natale, dunque, ma dolci arance in Sicilia, mele nel Veneto o mandarini in Basilicata ed anche altri esempi basati sui prodotti tradizionali che potrebbero essere consumati nelle diverse regioni.

Per quanto riguarda la distribuzione settimanale di primi piatte e pietanze, la tabella non contiene grandi sorprese. Accanto alla porzione quotidiana di pasta (con l’alternativa di riso, orzo o mais) e di pane, ecco l’alternanza di carne, pesce, uova e formaggi come secondo piatto, con la possibilità di aumentare l’offerta di carne e pesce a due porzioni alla settimana, così come una o due volte è raccomandata la preparazione dei legumi, anche come piatto unico se associati con i cereali.

Non manca naturalmente la quantità quotidiana di verdura e frutta e si consiglia di non eccedere con i salumi, da mettere in tavola per i bambini al massimo due volte al mese. Infine, sempre come piatto unico, viene inserita una volta alla settimana anche la possibile alternativa della pizza.

Questo, in sintesi, il programma alimentare consigliato: tutti i giorni frutta, verdura, pasta e pane. Alternare carne, pesce e legumi. Salumi concessi due volte al mese. Mentre una volta alla settimana si potrà scegliere tra pizza o lasagna.

Le indicazioni del ministero della Salute sono state bene accolte dalla Coldiretti, che nel sottolineare la novità contenuta nelle linee guida per la ristorazione scolastica ha detto che “contribuisce ad arricchire e qualificare l`offerta delle mense. L`Italia – ricorda Coldiretti – può contare su 4.511 prodotti agroalimentari tradizionali, ottenuti secondo regole tradizionali antiche tramandate nel tempo censiti dalle regioni”.

Nella mappa delle regioni che presentano la più ricca ‘biodiversità’ a tavola si classifica al primo posto la Toscana con 463 specialità seguita sul podio da Veneto e Lazio (367), Piemonte (365) e la Campania (333). A seguire Liguria, Calabria, Sicilia, Emilia-Romagna, Puglia, Lombardia, Sardegna, Molise, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Abruzzo, Trento, Bolzano, Basilicata, Umbria e Val d`Aosta.

L’attenzione per il mangiar sano non risparmia nessun Paese. Ad iniziare dagli Stati Uniti, dove l’abuso di fast food è alla base di un tasso di sovrappeso e obesità tra i più alti al mondo. Ebbene, il 2 agosto la first lady, Michelle Obama, ha scritto un editoriale sul Washington Post attraverso cui chiede al Congresso degli Stati Uniti di approvare la legge che richiede standard nutrizionali più elevati nelle mense scolastiche. Nello specifico, la signora Obama vorrebbe veder approvata il progetto di legge ‘Child Nutrition Bill’ (sull’alimentazione dei bambini), in base alla quale negli istituti, a colazione e a pranzo, dovrebbero essere serviti più frutta, verdura e cereali integrali e al contempo ridotti i cibi grassi e salati. Ha aggiunto che la norma “aiuterebbe inoltre a eliminare il ‘junk food’ (cibo spazzatura) venduto attraverso i distributori automatici”.

Nell’incoraggiare il Congresso ad approvare la legge, la first lady ha ricordato che la prosperità degli Stati Uniti “dipende dalla salute e dalla vitalità della prossima generazione”. L’approvazione del Congresso rappresenterebbe soltanto il primo passo, comunque. La maggior parte delle decisioni più complicate – quali prodotti possono essere venduti e quali ingredienti potrebbero subire limitazioni – sarà infatti appannaggio del Dipartimento dell’Agricoltura. La normativa dovrebbe inoltre aumentare il numero dei bambini provenienti da famiglie a basso reddito con i requisiti necessari per ottenere pasti gratuiti o scontati; iniziativa che secondo i Democratici aiuterebbe il presidente Barack Obama a raggiungere il suo obiettivo di mettere fine, entro il 2015, alla malnutrizione tra i bambini.

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