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Orizzontescuola.it – 18/03/2019 – Palestra usata da società esterne a scuola, di chi la responsabilità per la sicurezza. Caso pratico di Natalia Carpanzano

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La palestra di molti istituti scolastici è utilizzata sia dalla scuola stessa che da società o gruppi sportivi che, solitamente nelle ore pomeridiane e serali, ne usufruiscono. Ma su chi ricade la responsabilità del mantenimento delle condizioni di sicurezza della struttura?

L’uso promiscuo di una palestra richiede la messa a punto di precise procedure per la gestione della sicurezza, che devono chiare concordate da tutte le parti coinvolte.

Nello specifico, vista la peculiarità dei luoghi e delle attività prese in considerazione, bisogna analizzare i diversi ruoli dei soggetti coinvolti, ovvero:

  • Il proprietario della struttura
  • Il gestore
  • L’utilizzatore

Il proprietario della struttura

L’ente proprietario, ad esempio il Comune, deve garantire al gestore che tutta la documentazione relativa alla conformità legislativa della struttura e degli impianti pertinenti sia presente agli atti e consultabile. A titolo di esempio si citano il certificate di agibilità dei locali, la denuncia e verifica impianti di messa a terra e scariche atmosferiche, il Certificato di Prevenzione Incendi e così via.

Nel caso degli impianti sportivi il riferimento legislativo è il D.M. 18.3.1996 integrato con il D.M. 6.6.2005 (Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio degli impianti sportivi)

Il gestore

Il gestore, che sia pubblico o privato, deve garantire il rispetto della sicurezza sia in termine di esercizio dell’impianto che di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel caso in cui lo stesso gestore si avvalga di lavoratori subordinati o volontari, deve comunque assolvere agli adempimenti del D.Lgs. 81/08 s.m.i., comprensivi di una gestione documentale dei prerequisiti relativi ai luoghi e alle attrezzature nonché dei rischi residui

L’utilizzatore

La Società Sportiva, quale che sia il suo ambito di attività o la sua dimensione, è soggetta all’applicazione del D.Lgs. 81/08 s.m.i. e quindi deve individuare e valutare i rischi connessi ai processi di supporto all’attività sportive. A mero titolo di esempio ci citano la movimentazione di materiale, la preparazione degli attrezzi sportivi e la manutenzione delle attrezzature, con riferimento agli specifici “luoghi di lavoro” in cui si svolge la pratica sportiva o attività di altro genere (amministrazione, segreteria, etc.).

Un caso pratico

Analizziamo ora un caso pratico che riguarda la commistione di competenze inerenti la sicurezza se i locali vengono utilizzati da più soggetti.

Una polisportiva riceve mandato di gestione dell’impianto sportivo in orario pomeridiano. Lo stesso impianto è utilizzato da una scuola in orario antimeridiano.

All’interno della palestra sono presenti i pali di sostegno per una rete di pallavolo utilizzati dalla polisportiva nel pomeriggio, che vengono però lasciati al loro posto dalla stessa a fine giornata benchè siano facilmente rimovibili.

Tali pali, benchè opportunamente protetti con appositi rivestimenti, creano intralcio alle attività sportive svolte dalle classi dell’Istituto Scolastico, in quanto riducono lo spazio libero effettivamente a disposizione.

La società sportiva non vuole rimuovere i pali di sostegno della rete di pallavolo, ma i docenti di educazione fisica della scuola ritengono siano pericolosi per l’incolumità degli alunni.

Chi ha ragione?

L’ente proprietario del palazzetto dello sport, in questo caso il Comune, all’atto di concessione dei locali dello stesso alla società, avrebbe dovuto richiedere il documento di valutazione dei rischi (DVR) a firma del legale rappresentante della polisportiva.

In questo documento sono elencati e descritti tutti i rischi potenziali che sussistono nei locali, in considerazione delle attività ivi svolte e delle attrezzature utilizzate.

Analogamente, prima della concessione dei locali, il Comune e l’Associazione avrebbero dovuto stipulare un accordo o regolamento, che descrivesse in maniera certosina le modalità di utilizzo della palestra, basato anche sui possibili rischi derivanti dalle peculiari attività considerate.

Inoltre, se i pali di sostegno della rete di pallavolo sono giudicati dalla scuola come pericolosi per le attività sportive della stessa, esso deve risultare dal documento di valutazione dei rischi (DVR) dell’Istituto.

Riepilogando possiamo affermare che, se a seguito di una valutazione dei rischi da parte della scuola in cui emergesse un pericolo causato dalla presenza dei pali, il Dirigente Scolastico dovrebbe comunicare tale possibile rischio al Comune. Il Comune stesso, per quanto detto prima, a seguito di una verifica del regolamento di gestione del palazzetto, dovrebbe prevedere che i pali di sostegno della rete venissero rimossi dalla società sportiva al termine di ogni giornata.

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