Sinergie di Scuola – 04/06/2026 – Verifica inadempimenti: cosa cambia dal 15 giugno 2026? Le principali novità riguardano soprattutto i pagamenti dei professionisti
Fonte: https://www.sinergiediscuola.it/
La verifica degli inadempimenti fiscali da parte delle Pubbliche Amministrazioni (PA) è quel controllo che gli enti devono effettuare prima di pagare un soggetto, per verificare se abbia debiti risultanti da cartelle esattoriali.
In origine, questa verifica era obbligatoria solo per pagamenti superiori a 5.000 euro e riguardava soprattutto fornitori e operatori economici. Con le modifiche introdotte negli ultimi anni, il sistema è diventato progressivamente più esteso e articolato.
Una prima importante novità è arrivata con la Legge di bilancio, che ha ampliato i controlli anche ai lavoratori dipendenti: dal 1° gennaio 2026, le PA devono verificare eventuali debiti anche quando erogano stipendi o compensi superiori a 2.500 euro. Tuttavia, il pagamento viene bloccato solo se il debito fiscale del beneficiario è almeno pari a 5.000 euro.
Il cambiamento più significativo, però, riguarda i professionisti e scatta dal 15 giugno 2026. Da questa data, le Pubbliche Amministrazioni saranno tenute a effettuare la verifica degli inadempimenti per qualsiasi pagamento, anche di importo molto basso. In altre parole, per i lavoratori autonomi e i professionisti non esiste più una soglia minima sotto la quale il controllo non si applica: la verifica diventa sistematica.
In un primo momento, la normativa sembrava molto più rigida, perché prevedeva il blocco dei pagamenti anche in presenza di debiti di importo minimo. Tuttavia, un intervento successivo del 2026 ha attenuato questa impostazione. La regola definitiva stabilisce infatti che il pagamento viene trattenuto o deviato verso l’Agente della riscossione solo se il debito complessivo del professionista è pari o superiore a 5.000 euro. Se invece il debito è inferiore a questa soglia, il compenso deve essere pagato normalmente, senza blocchi né trattenute.
Quando il debito supera i 5.000 euro, la PA non sospende più semplicemente il pagamento, ma interviene direttamente: versa le somme dovute all’Agente della riscossione fino a copertura del debito e corrisponde al professionista solo l’eventuale parte residua.
Un aspetto operativo molto rilevante è che queste nuove regole si applicano in base alla data del pagamento e non a quella della prestazione. Questo significa che anche incarichi svolti prima del 15 giugno 2026, se pagati dopo tale data, rientrano nella nuova disciplina.
In sintesi, dal 15 giugno 2026 il sistema diventa più capillare per i professionisti, perché i controlli vengono effettuati su tutti i pagamenti, ma allo stesso tempo meno penalizzante rispetto alla versione iniziale, grazie al mantenimento della soglia di 5.000 euro per far scattare blocchi o compensazioni.
